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ESCURSIONISMO

Pizzo d'Uccello dal Rifugio Donegani (anello)

Il Pizzo d'Uccello (1.781 m s.l.m.) si distingue tra le altre cime delle Alpi Apuane soprattutto per la sua Parete Nord, un appicco di quasi 800 m di dislivello che pone la montagna al paragone con le più famose pareti dolomitiche o delle Alpi occidentali. Il Pizzo è anche il confine orografico ed idrografico tra l'alta valle del Serchio (Garfagnana) e quella del Magra (Lunigiana. Fino alla prima metà del XIX secolo esso si trovava sul confine politico tra il Ducato di Lucca (Vicaria di Minucciano) e l'exclave del Granducato di Toscana che comprendeva Casola in Lunigiana. Oggi è confine tra le province di Lucca e Massa e Carrara. Alla montagna si accede dalla località Orto di Donna un tempo amena valle, adesso in gran parte deturpata dall'escavazione del marmo circondata da cime ardite tra le cui il Monte Pisanino, il Monte Cavallo, il Monte Contrario e il Monte Grondilice. Sulla parete nord si snodano diverse vie di arrampicata tutte di grande impegno. Sul lato sinistro dell'appicco si svolge la prima via di salita, la "Via dei Genovesi, che salendo dalla cengia inferiore imbocca poi un canalone che attraversa tutta la parete (1922, E. Piantanida ed E. Stagno, 700 m, IV+). Seguono verso destra le tre vie di sinistra del: 1969 (F. Cantini e M. de Bertoldi nel marzo 1969); del 1966 (E. Biagi, M.de Bertoldi, A. Nerli, M. Piotti, R.Pucci); del 1977 (C. Ratti e M. Guadagni). Al centro della grande parete, sulla verticale della vetta è stata tracciata nel 1940 la grande classica delle Apuane, la via di N. Oppio e S. Colnaghi che segue una perfetta linea di camini fino al grande pilastro eppoi sbuca precisamente in vetta (900 m, IV+ e pp V+). Il verticale Gran Pilastro della parete nord fu vinto nella sua interezza in data imprecisata dai fiorentini M. Verin, L. Benincasi, G. Bertini nel 1969 (Diretta dei Fiorentini 650 m, V+, VI e A1). Sulla destra del pilastro fu tracciata invece un'altra via diretta da E. Biagi, A. Nerli, F. Zucconi nel 1965, prima via di VI sul Pizzo (Diretta dei Pisani 700 m, V e V+ sostenuti). Il lato destro della parete si presenta sconvolto da canaloni, pilastri e gole e nel 1963 questo settore viene esplorato da E. Biagi e A. Nerli e G. Garuglieri (Via del Costone alberato 600 m IV+) a cui segue la Via del camino obliquo del 1967 di EE. Biagi, M. de Bertoldi, A. Nerli, M. Piotti, R. Pucci ed un'altra via prossima alla diretta dei pisano. Nel 1969 M. de Bertoldi e R. Galassini vincono il Gran Diedro Nord(600 m, V+ e A1). L'ultima struttura del versante ad essere vinta è il Monte Bardaiano con la sua strapiombante parete, nel 1970 M. Piotti e G. Calcagno lo vincono con impiego sistematico di chiodi a pressione (300 m, VI e A3). Dalla fase esplorativa ad oggi sono sorte poi numerose vie sportive tutte di grande impegno. Anche la parete sud del pizzo è apprezzata dagli alpinisti, essa è suddivisa il 3 contrafforti: quello di sinistra percorso per la prima volta da G. Crescimbeni e S. Carmignani nel 1965 (120 m di difficoltà, VI e A1), quello centrale da L. Lodi e F. Carozzi nel 1966 (220 di difficoltà su 400 m, max V+) e quello di destra da S. Carmignani e G. Crescimbeni nel 1965 per il diedro sud (200 m, max V+), poi nel 1974 da Codega, Ratti e Marchetti per la Via Tiziana(400 m, IV e V). Queste vie classiche sono intersecate da numerosi itinerari sportivi. (da Guida CAI TCI)

Pizzo d'Uccello dal Rifugio Donegani (anello) - B&B IL GIARDINO DI ROSMARINO

Via Francigena in Lunigiana - Aulla / Sarzana

Da Aulla si sale fino allo spartiacqua che divide la Toscana dalla Liguria e si scende a Sarzana. Ampi panorami, boschi, aria buona

CENTO LAGHI

Una scarpinata di 15 Km nel Parco dei Cento Laghi. Lasciata la macchina al rifugio/albergo di Prato Spilla, ci siamo incamminati in una splendida mattinata di sole lungo le piste degli impianti sciistici di Prato Spilla, scegliendo di percorrere i sentieri che passano direttamente tra i laghi a ridosso dei Monti Sillara, Losanna e Bragalata. Particolarmente suggestivo il tratto di sentiero in cresta tra il Monte Sillara e Passo Compione con una spettacolare vista sul lago Sillara e sulle montagne circostanti. Giunti sul Passo Compione (1794 mt), siamo discesi lungo i fianchi del Monte Bragalata per poi risalire fino al Passo Giovarello (1762 mt). Questo tratto del percorso si potrebbe evitare continuando sul sentiero in cresta. A questo punto è iniziata la discesa verso il lago Verde per rientrare successivamente al punto di partenza. Come detto la giornata era iniziata con uno splendido sole, ma purtroppo nel pomeriggio sono arrivate minacciose le nuvole, che hanno completamente nascosto alla nostra vista tutto il versante sud, che normalmente con buone condizioni di visibilità consente di godere della bella vista fino al Golfo di La Spezia. Malgrado le nuvole, comunque, è stata una bellissima giornata, trascorsa nella natura e lontano dai rumori molesti della vita quotidiana. Infine due dati: come detto una escursione di 15 Km percorsi in 7 ore e 45' (molte le soste per osservare lo splendido panorama), senza particolari difficoltà, sentieri ben segnalati (noi abbiamo fatto ampi tratti di percorso fuori sentiero), con un dislivello accumulato di 1139 mt. Siamo tornati a casa stanchi ma felici.

CENTO LAGHI - B&B IL GIARDINO DI ROSMARINO

Lagdei-Mte Braiola-Lago Santo

Magnifico lo spettacolo del "deserto bianco" ai piedi del Braiola. Non era prevista la scalata alla vetta ma la consistenza della neve ci ha consentito di raggiungerla facilmente (d'obbligo ramponi e picozza con il ghiaccio). Panorama superbo sul Marmagna e l'Orsaro anche grazie alla splendida giornata che consentiva di osservare nitidamente anche il Golfo di La Spezia. Ci siamo poi diretti al lago Padre. Attenzione ad un paio di traversi dove abbiamo preferito, per percorrerli in sicurezza, togliendo le ciaspole per lasciarci sprofondare nella neve.

Lagdei-Mte Braiola-Lago Santo - B&B IL GIARDINO DI ROSMARINO

Anello Monte Marmagna

Partenza dal rifugio Mattei, salita Monte Braiola; questo è il tratto più difficile di tutto il percorso in quanto molto esposto e ripido. Arrivati al monte Braiola si prosegue al Monte Marmagna secondo un percorso che corre in larga parte in cresta; magnifico il panorama. Arrivati sulla cima del Marmagna inizia la discesa verso il lago Santo, quindi sosta ristoratrice al rifugio Mariotti ove ci delizia una ottima polenta con funghi e salsicce. Si riparte verso la Bocchetta dell'Orsaro, sosta al bivacco Tifoni e rientro al rifugio Mattei. AVVERTENZA: la traccia riportata, purtroppo, non è quella reale in quanto a causa di un problema con il mio GPS non mi è stato possibile registrarla.

Anello Monte Marmagna - B&B IL GIARDINO DI ROSMARINO